Un po' di numeri
Dalle ultime rilevazioni ISTAT su Cittadini e nuove tecnologie relative al 2008 risulta che in Italia accede ad Internet soltanto il 42% delle famiglie, questo significa che solo meno della metà dei ragazzi ha accesso alla rete fuori dell'orario scolastico. Le tendenze degli ultimi anni ci dimostrano che chi è connesso lo è sempre di più mentre chi non lo è resta sempre più escluso anche dall'accesso alle informazioni.
Questa crea un
gap di accesso ai nuovi mezzi di comunicazione che si trasformerà presto in un
gap di cittadinanza.
Preadolescenti e internet
Tra i ragazzi che accedono regolarmente alla rete nel passaggio dall'infanzia alla preadolescenza (8-12 anni) vi è un cambiamento nel rapporto con la tecnologia e si assiste ad un salto di qualità nella navigazione in rete. Infatti fino agli otto anni la navigazione è perlopiù domestica e assistita dagli adulti oppure legata alle lezioni nell'aula informatica della scuola supervisionata dagli insegnanti e a carattere prevalentemente ludico. Col passaggio alla fase preadolescenziale la navigazione è sempre meno assistita perchè i ragazzi hanno ormai acquisito competenze uguali e spesso superiori a quelle dei propri genitori e degli insegnanti e l'uso della rete è finalizzato allo studio, all'apprendimento, al download di dati (software, immagini, file audio e video etc...) e soprattutto alla comunicazione con gli altri ragazzi tramite
messaggistica istantanea, chat e social network.
Ambiti di intervento
I nodi da sciogliere sono quindi due: il
digital divide tra coetanei insieme al
gap generazionale tra ragazzi ed adulti di riferimento e la
sicurezza on line, dal momento in cui i ragazzi cominciano a navigare senza la presenza dei genitori.
Come intervenire
Filtri, black ed white liste, motori di ricerca per bambini e ragazzi sono tutti strumenti che possono tenere i ragazzi lontani dai pericoli, ma
l'educazione ai nuovi media e all'uso integrato dei media è sicuramente la strada da percorrere se si vuole davvero raggiugere la sicurezza on line dei ragazzi.
In primo luogo si acquisiscono la
conoscenza e la
consapevolezza del mezzo e si imparano le regole base da seguire. L'ambiente più adatto per questo è la scuola dove si può lavorare con un occhio di riguardo ai contenuti. Internet diventa strumento di riappropiazione del territorio e di educazione alla lettura e al gioco, anche off-line.
Il passo succesivo è acquisire la
responsabilità su ciò che si pubblica. Per i ragazzi più esperti può essere un buon banco di prova anche diventare tutor dei più piccoli e dei coetanei.
L'attività on line dei ragazzi si lega con gli interventi sul territorio dalle comunità rurali e montane più isolate ai quartieri delle grandi città.
Link
www.trool.it